Piano Regolatore Sociale
02/12/2009

Proposta di delibera per la predisposizione del nuovo Piano Regolatore Sociale

 

Premesso

-          che ai sensi della legge 328/2000 (art. 6) ai Comuni spetta l’esercizio delle attività di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale dei servizi sociali;

-          che, al fine di dare attuazione alla citata legge, il Consiglio Comunale della città di Roma, con Deliberazione Consiliare n. 35 del 14 marzo 2004, ha adottato il primo “Piano Regolatore Sociale”, nell’ambito del quale anche i Municipi hanno approvato i rispettivi “Piani di zona”;

-          che in armonia con quanto disposto dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 124 del 3 luglio 2006, poi ripreso dalla Memoria di Giunta del 7 marzo 2007, i Consigli Municipali hanno definito propri “Piani Regolatori Sociali” per il periodo 2008-2010;

-          che con nota n. 5036 del 15/10/2008 tali Piani Regolatori Sociali dei Municipi sono stati trasmessi alla Regione Lazio per il loro co-finanziamento, ai sensi della Delibera della Giunta Regionale n. 325 del 15/10/2008.

Preso atto

-          che il Consiglio Comunale con Deliberazione n. 66/2008 nell’ambito del documento di programmazione Finanziaria 2009-2011 ha approvato le indicazioni per la programmazione del sistema degli interventi e dei servizi sociali, le quali prevedono l’elaborazione di un “nuovo Piano Regolatore Sociale”.

Ritenuto

-          che il sistema cittadino dei servizi sociali presenti punti di forza, ma anche problematiche che devono essere affrontate per rispondere in modo adeguato alle domande e ai bisogni dei cittadini, in particolare di quelli più deboli ed in difficoltà;

-          che, in particolare, sia ancora troppo ridotta la libertà di scelta dei cittadini e delle famiglie tra i diversi servizi disponibili sul territorio;

-          che è necessario favorire l’autonomia degli individui riducendo le disuguaglianze;

-          che sono necessarie attività di supporto e sollievo alle famiglie con presenza di soggetti con patologie particolari;

-          che debba essere assicurato a tutti gli abitanti della città di Roma un sistema di interventi e servizi sociali equo, fondato sull’analisi dei reali bisogni dei cittadini;

-          che non esiste a tutt’oggi un moderno sistema informativo sociale in grado di generare informazioni tempestive, complete e affidabili sulla domanda e sull’offerta sociale e che tale situazione si ripercuote negativamente sulle prestazioni e sugli interventi sociali;

 Considerato

-          che l’attuale sistema cittadino dei servizi e degli interventi sociali si fonda su una pianificazione ormai obsoleta che fa riferimento ad analisi datate e a condizioni e bisogni profondamente diversi da quelli attuali;

-          che si rende opportuno aggiornare la pianificazione sociale della città di Roma, in modo da renderla coerente con le mutate condizioni sociali della popolazione e con gli obiettivi programmatici della Giunta Alemanno;

-          che è necessario modificare il sistema dei servizi sociali in ragione delle prospettive aperte dalla nuova configurazione istituzionale di “Roma Capitale”;

-          che il nuovo Piano Regolatore Sociale tenendo presenti i Piani Municipali 2008-2010 dovrà prevedere una strategia unitaria a livello cittadino, in modo da assicurare livelli uniformi di prestazioni sociali a tutte le persone che vivono a Roma;

-          che è necessario che nel processo di revisione e attualizzazione del Piano Regolatore Sociale cittadino, debbano essere coinvolti, oltre ai Municipi, anche tutti coloro che operano nel sociale a Roma, così come esplicitamente previsto dalla legge 328/2000. Coinvolgendo un vasto numero di attori sociali,  gli stessi possono integrarsi tra loro permettendo di dare sostanza al sistema, alle esperienze ed alle conoscenze tecnico scientifiche;

-          che è necessario che la programmazione dei servizi sociali sia realizzata in armonia con le altre politiche urbane (del lavoro, della casa, della sicurezza, ecc.);

-          che, con riferimento alla promozione della famiglia, si deve dare alla famiglia - unità fondamentale della società - la protezione e l’assistenza necessarie per lo svolgimento del suo ruolo nella società;

-          che è opportuno che il nuovo Piano Regolatore Sociale tenga nella debita considerazione  non solo  l’esperienza maturata a Roma, ma anche quella nelle altre grandi città italiane ed europee; 

-          che l’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Sociale dovrà tener conto dei principi indicati nella Deliberazione n. 66/2008, tra i quali la promozione dell’autonomia per il superamento dell’approccio assistenzialistico che crea dipendenza, controllo e valutazione dei servizi e dei risultati, riconoscimento e sviluppo del principio di sussidiarità orizzontale (famiglia e corpi intermedi), potenziamento del volontariato in special modo quello giovanile.

Visto

-          la legge n. 328 dell’8 novembre 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”;

-          la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 15 marzo 2004 “Adozione del primo Piano Regolatore Sociale della Città di Roma”;

-          le Deliberazioni dei 19 Consigli municipali con cui sono adottati i “Piani Regolatori Sociali” dei Municipi per il periodo 2008-2010;

-          la Deliberazione del commissario Straordinario Mario Marcone n. 35 del 15 aprile 2008 “Presa d’atto dei Piani Regolatori sociali Municipali triennio 2008-2010”;

-          la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 66/2008 di approvazione del Documento di Programmazione Finanziaria 2009-2011.

IL CONSIGLIO COMUNALE

Delibera i seguenti indirizzi al Sindaco ed alla Giunta

-         Di predisporre un nuovo Piano Regolatore Sociale pluriennale, che ponga l’attenzione all’evoluzione dei bisogni dei cittadini, introducendo elementi di innovazione e possibile alternativa alla prassi tradizionale di affidamento dei servizi e sperimentando, dunque, nuovi interventi in grado di rispondere efficacemente al mutamento dei problemi sociali realizzando, così, quello che è lo scopo della Legge 328/2000.

-          Realizzare un sistema informativo dei servizi sociali in modo da assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali, al fine di poter disporre tempestivamente di dati ed informazioni necessari alla valutazione delle politiche sociali, anche per il coordinamento con altre politiche di sviluppo della società quali salute, educazione ed istruzione, lavoro, casa e sicurezza.

-          Di riconoscere, sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa ed il coinvolgimento diretto di tutti quei soggetti (cittadini, famiglie, corpi sociali intermedi, nonché organizzazioni e imprese private) che a vario titolo e con diverse responsabilità partecipano alla costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, tra i cui scopi c’è anche la promozione della solidarietà sociale, sulla base dei principi di sussidiarietà e corresponsabilità sociale.

-          Di realizzare interventi di supporto e valorizzazione della famiglia, riconoscendo il ruolo fondamentale che essa ha nella società.

-          Di introdurre misure per favorire la libera concorrenza e, dunque, la libertà di scelta  di tutti quei soggetti che decidono di offrire i loro servizi sulla base di un rapporto qualità prezzo vantaggioso per i cittadini, in un quadro trasparente di regole e controlli.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

-          Garantire la realizzazione degli interventi e dei servizi sociali in forma unitaria ed integrata, atteso il carattere di universalità che la legge 328/2000 attribuisce ai medesimi.

-          Assicurare l’uguaglianza sociale sia nella distribuzione dei servizi e delle risorse, sia nell’accesso alle prestazioni dando priorità ai soggetti che versino in condizioni di maggior bisogno.

-          Dare stabilità ai servizi sociali  essenziali, definendo in modo chiaro i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni sociali da garantire sul territorio del Comune di Roma, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili.

-          Coordinare la programmazione sociale cittadina con quella dei Municipi che intervengono a livello locale, attraverso opportuni strumenti e servizi di governance ed assistenza tecnica. Ciò, al fine di poter assicurare una comunità solidale capace di affrontare e gestire i disagi sociali.

-          Inserire la nuova pianificazione sociale nel quadro dei processi di ridefinizione del ruolo di Roma “Capitale d’Italia”.

-          Assicurare un attento monitoraggio e valutazione dei servizi e dei risultati, prevedendo adeguati standard qualitativi e quantitativi.

-          Costituire un “Osservatorio della Città” sulla condizione sociale partendo dai bisogni dei cittadini e non dai servizi che vengono offerti.

-          Rendere economicamente sostenibile il sistema dei servizi sociali nel medio e lungo periodo, in considerazione delle tendenze demografiche e socio –economiche in atto, aumentando l’efficienza del sistema e realizzando interventi in grado di generare nuove risorse.

-          Tenere informato il Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del Nuovo Piano Regolatore Sociale, attraverso il coinvolgimento attivo delle Commissioni Consiliari competenti in materia.

 

Il Proponente

On.le Giordano Tredicine